Francesca e la carica emotiva positiva che attraversa lo schermo

Lavoro come educatrice presso un centro diurno per minori e come tutti i luoghi frequentati dai bambini, il mio lavoro ha subito una battuta d’arresto durante questa pandemia.

Già…..chi l’avrebbe mai detto che da un giorno all’altro non avremmo più potuto abbracciare i bambini che seguivamo, non avremmo potuto più stare loro vicini, non avremmo potuto più guardare i loro sorrisi o le loro buffe espressioni dal vivo. Eppure questa pandemia ha sconvolto il nostro modo di lavorare e di interagire con loro. I nostri approcci, nel periodo di lockdown, hanno dovuto chiedere aiuto alla tecnologia, che per quanto mi riguarda è sempre stata qualcosa di estremamente “freddo” da poter essere usato per aiutare qualcuno.

Ma questo virus ci ha costretto ad adeguarci e a sperimentare tecniche che hanno avuto comunque la capacità di sorprenderci: piattaforme virtuali sono diventate stanze di creatività, di rielaborazione delle emozioni che si stavano vivendo, di confidenze e di lavoro comune, dove educatori e bambini hanno imparato a conoscerne ogni “angolo e oggetto”.

C’era chi davanti alla telecamera si sentiva a proprio agio fin da subito, chi invece ha avuto bisogno di tempo per abituarsi, chi si è armato di coraggio ed ha imparato qualcosa di nuovo. E’ stato inizialmente difficile dover spiegare l’importanza delle regole da rispettare, dover chiedere loro dei sacrifici per proteggere se stessi e i propri cari; è stato complesso dover mantenere alta l’attenzione e permettere comunque che il gruppo interagisse.

E’ stato sorprendente vedere però che le loro reazioni alle attività ideate erano positive. Questo periodo ci ha permesso di avere la conferma che i bambini hanno svariate risorse; che se stimolati possono tirare fuori il meglio di sè.
L’ appuntamento fisso sulla piattaforma era diventato per loro un modo per scandire la routine giornaliera e non limitarla solo a compiti e videolezioni.
Hanno creato giochi, inventato storie e analizzato canzoni dal profondo significato; ogni saluto era “duro da digerire” ma era accompagnato dalla certezza che il giorno dopo ci saremmo rivisti alla solita ora, sulla stessa piattaforma online.

E’ stato strano vedere come il metodo educativo, che solitamente agisce a pochi centimetri di distanza da cuore, avesse una carica emotiva positiva anche attraverso uno schermo.
Perché in fondo, è dalle situazioni più difficili che spesso nascono le sorprese più belle.

Grazie per lo spazio che avete dato a tutte quelle figure che sono state un po’ dimenticate.

Francesca

Educatrice Francesca
Centro Diurno Minori, Firenze

 

Grazie di cuore a Francesca!


 

Vuoi partecipare con la tua ViralStories? (clicca qui)
Leggi le indicazioni e racconta il tuo ruolo educativo

ARTICOLI CORRELATI

Leave a Comment