Care insegnanti e gentili insegnanti,
possiamo fare finta che non stia accadendo nulla intorno a noi, ma la realtà è che ci troviamo tutti in una situazione strana, nuova, sconosciuta e disorientante. Siamo in una situazione di diffusa difficoltà.

Anche L’Orma proprio come voi sta vivendo nell’incertezza e abbiamo nella testa molte domande a cui per ora non abbiamo possibilità di dare risposta:

  • Quando ricomincerà la scuola?
  • Come dovremo comportarci rispetto alla programmazione generale delle attività?
  • I nostri percorsi nelle scuole come esperti esterni che tipo di variazione subiranno?
  • Le insegnanti come riorganizzeranno il piano didattico?
  • Che tipo di indicazioni riceveranno?
  • Quando termineranno le scuole?
  • Le ore di docenza perse andranno recuperate? Se si come?
  • I corsi di formazione saranno sospesi? Posticipati? A quando?
  • Quale sarà il livello di timore alla riapertura delle attività? Come dovremo affrontare le conseguenze psicologiche che questa situazione si porterà dietro?

La bella notizia è che una situazione di difficoltà in sé non costituisce necessariamente un problema. La storia ci insegna che sono proprio i momenti di crisi che aiutano le persone a trovare nuove soluzioni, ad individuare nuovi modelli di sviluppo. Ciò che può costituire un problema è una crisi mal gestita in cui si rischia di rimanere impantanati per troppo tempo. Tutte le incertezze del momento non devono avere il potere di guidare le nostre azioni presenti e future.

Se è vero che siamo momentaneamente disorientati, è vero anche che abbiamo dentro di noi le competenze e l’esperienza per gestire una situazione di disagio e provare ad utilizzare questa forte scossa come una spinta a trovare nuove soluzioni, a creare nuove idee, a generare nuove opportunità, ad aprirsi a nuove prospettive.

Ecco alcuni spunti su cui poter riflettere in questi giorni di forzata pausa.

  1. La programmazione didattica.
    Uno degli argomenti più chiacchierati in questo ultimo periodo è il tema della programmazione didattica, su quanto sia difficile seguire le indicazioni per lo sviluppo di COMPETENZE come priorità educativa se poi nella realtà le insegnanti combattono quotidianamente contro il tempo a disposizione e la mole di programma da dover rispettare. Ecco questi giorni possiamo dedicarli ad una riflessione.
    Pensa agli argomenti che avevi in programma queste due settimane: cosa è veramente utile e necessario per lo sviluppo delle competenze chiave nei tuoi studenti? Cosa è realmente utile alle sue conoscenze per affrontare il prossimo periodo scolastico? Come puoi modificare il tuo intervento per riuscire a far arrivare a loro le cose per te più importanti con minor tempo e più efficacia?
  2. Un passo in avanti nell’era digitale.
    Quale miglior occasione per pensare (e magari anche sperimentare) a come rendere le risorse tecnologiche a nostra disposizioni uno strumento realmente utile per la crescita dei nostri studenti. Avrai sicuramente letto di qualche scuola o insegnante che si sta organizzando per una didattica on line. E tu, nel tuo piccolo? Cosa potresti fare? Cosa potresti creare? Sfrutta questi giorni di pausa forzata per documentarti e per ampliare la tua conoscenza in questo campo.
  3. Comunicazione.
    Se ne hai la possibilità, comunica con le famiglie dei tuoi studenti o con gli studenti stessi. Cerca di trasmettere fiducia e tranquillità. Sostieni le famiglie con una buona informazione consigliando ad esempio i soli siti istituzionali a cui fare riferimento. Dare delle piccole attività da poter fare a casa, magari un libro da leggere, una ricerca da fare magari su un argomento che tratterai al rientro a scuola, un diario da tenere con una guida delle cose da raccontare. Fai sentire ai tuoi studenti che la scuola non è solo un posto in cui DEVONO andare ogni mattina ma è un ambiente sicuro che si prende cura di loro in cui presto potranno tornare a divertirsi.
  4. Prepararsi al rientro.
    Non sarà una cosa facile. Probabilmente rientrando a scuola per i primi giorni ci sarà un accumulo di tensione: chi sarà preoccupato e concentrato solo delle ore di lavoro da recuperare, chi sul programma che è rimasto indietro, chi sentenzierà sulle scelte del governo, chi ne farà una questione politica… Il nostro consiglio è di prepararti fin da ora a quel momento. In quel momento la miglior cosa che tu possa fare come insegnante è… lasciare andare.
    Lascia andare ogni commento degli adulti intorno a te e concentrato solo sui tuoi studenti. I bambini avranno un sacco di domande, dichiarate o nascoste, che ogni famiglia avrà gestito con proprie informazioni come meglio ha creduto. Toccherà a te, dedicare del tempo appena rientrati in classe, per parlarne, per allineare i pensieri dei bambini, per riportarli alla consapevolezza che la scuola è il loro posto sicuro.

Il nostro augurio è di utilizzare le vostre migliori competenze per gestire al meglio questo momento di stop e prepararsi ad accogliere e riprendere la propria classe più pronti che mai.

Forza insegnanti!

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