Da oltre 20 anni, noi de L’Orma, ci relazioniamo con il mondo della scuola, un contesto a cui siamo estremamente legati, in cui ci riconosciamo e in cui troviamo uno dei sensi della nostra esistenza. Bambini, maestre, dirigenti, personale di servizio, custodi, segretarie, genitori.

Se Chiudiamo gli occhi li immaginiamo tutti davanti a noi, ognuno con la sua espressione caratteristica.

Nel proporre i nostri progetti abbiamo intrecciato un numero indefinito di particolarità, c’erano contesti in cui la proposta veniva valutata dai docenti, altri in cui richiedeva l’approvazione del consiglio dei classe, oppure situazioni in cui era la scuola, dall’alto a distribuire alle diverse interclassi le progettualità ritenute idonee.

Nella maggior parte dei casi, l’onere ricade sulle maestre che, nell’attuare la programmazione orientano la scelta delle proposte in ragione degli obiettivi di programma da raggiungere. Desiderano quindi fare in modo che la progettualità inserita da esperti esterni, si integri con il percorso didattico progettato per gli studenti.

Dal nostro angolo di osservazione abbiamo notato quindi una tendenza sempre più marcata a stringere lo sguardo prospettico della scelta: 1 classe, al massimo le interclassi se esiste un’attitudine a confrontarsi con le colleghe.

Per molti insegnamenti può essere una scelta adeguata e che, sul percorso del gruppo classe, può arrivare a dare i propri frutti.
Nell’analizzare il tema dell’insegnamento dell’Educazione civica, che dal 2019 è prevede obbligatoriamente 33 ore curricolari, pensiamo possa prendere spazio un orientamento più collegiale, addirittura di territorio.

Il tema della cittadinanza porta con sé proprio il significato di pluralità di soggetti, di convivenza, di considerazione dell’esistenza dell’altro, ecco che la progettazione per classe può risultare riduttiva. Secondo noi è monca dell’aspetto di applicazione della pratica sociale. La nostra matrice sportiva ed esperienziale si fonda sulla pratica degli insegnamenti: applico e metto in atto in un contesto reale ciò che aprendo.

Ecco perché abbiamo iniziato a proporre un percorso educativo per i plessi scolastici con ricadute pratiche sull’intera comunità scolastica e territoriale. Siamo la cittadinanza, senza il confine circoscritto che la CLASSROOM determina, sia in senso fisico che in termini di programmazione.

Approfondiremo il tema nei incontri “33 opportunità obbligatoria” in programma per genitori, maestre e membri della collettività scolastica, dal 28 aprile.

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