Il Diario delle Buone Azioni
Strumento per trasformare l’emozione negativa in azione

 

Parlare delle nostre emozioni, saper identificare i nostri stati d’animo, saperli mettere in parola e riuscire a raccontarli è da sempre una delle competenze più difficili da acquisire.
Si parla spesso negli ultimi anni di Intelligenza Emotiva, definita come la capacità di gestire le emozioni e riconosciuta come una delle competenze chiave necessarie nel mondo del lavoro.

Per gli insegnanti il lavoro è doppio. Non solo sono chiamati a gestire la propria emotività, ma hanno anche l’onere e l’onore di gestire l’emotività dei propri alunni.

Per questo ti suggeriamo un attività molto interessante da poter fare con la tua classe!
Ha l’obiettivo di guidare gli studenti verso una migliore consapevolezza dei propri stati d’animo, una regolamentazione delle reazioni e un ampliamento del vocabolario emotivo.


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COME FUNZIONA “Il Diario delle Buone Azioni”?

  1. Appendere all’interno della classe un cartellone dal nome ‘’Il vocabolario delle emozioni’’ con i possibili stati d’animo divisi in:
    • Stati positivi – zona in cui mi sento bene
    • Stati d’azione – zona in cui non mi sento bene e quindi è necessario mettere in atto un azione per farmi stare meglio
  2. Far creare ad ogni alunno un piccolo Diario delle Buone Azioni. Ogni pagina dovrà essere divisa in due aree (il come è a scelta di ogni studente), una per gli stati positivi e una per gli stati di azione.
  3. Ogni settimana e/o ogni qualvolta l’insegnante lo ritenga utile, far riportare sul diario lo stato emotivo predominante della settimana o di un particolare evento (scegliendone da uno a tre di quelli appesi in classe) chiedendo di collocarlo in una delle due aree. Non per forza deve corrispondere all’area posta sul cartellone dall’insegnante.
  4. Se l’emozione si trova nell’area ‘’stato d’azione’’ chiedere all’alunno di verbalizzare in forma scritta o orale quali sono le ipotesi di azione per spostare questa sensazione negativa in qualcosa di positivo.

Questo lavoro deve essere introdotto in forma guidata, ma poi deve diventare uno strumento autonomo per lo studente che impara a ‘codificare’ secondo il suo vissuto un emozione e a elaborare possibilità di azione là dove lo stato d’animo è per lui negativo.

Avanti tutta!

 


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