IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO

Lavorare in team
Questa attività è indicata per ogni target

Dalla nostra esperienza come docenti nelle scuole di ogni ordine e grado, abbiamo potuto notare che più si aumenta il grado di scuola, più la condivisione di obiettivi comuni, regole condivise, metodologie trasversalmente utilizzate viene meno, creando una grande disparità di insegnamento e risposte da parte degli studenti adattate e modulate al singolo insegnante.

L’attività che ti proponiamo oggi ha lo scopo di far in modo che agli studenti arrivi il messaggio che i docenti fanno tutti parte di un unico gruppo, che indipendentemente dalla materia che insegnano, tendono verso lo stesso obiettivo.

Se è vero che a volte non è sempre facile trovare un accordo con i nostri colleghi, è vero anche che basta davvero poco per iniziare a far respirare una linea metodologica condivisa.

La proposta che ti facciamo è quella di individuare una modalità di “BUONGIORNO”.
Ogni mattina prima di entrare in classe, o all’ingresso di ogni insegnante in classe, provate a mantenere un modo di salutare costante nel tempo e condiviso da tutti.

Chi di voi è stato seduto prima degli anni ‘90 tra i banchi di scuola, ricorderà benissimo che si usava alzarsi in piedi in segno di rispetto. Il principio è simile, ma il concetto di rispetto è ampliato e rivolto all’insegnante, ai compagni di classe e all’IO studente, dando a tutti la possibilità di prepararsi mentalmente alla lezione che sta iniziando. È un forte strumento per portare l’alunno al “qui e ora”.

Inoltre se il momento di apertura diventa comune ad ogni insegnante, il bambino identifica il contesto scuola come un’unica realtà.

Per la grande varietà di stili educativi che ruotano intorno al mondo dell’educazione, risulta infatti di grande aiuto per l’alunno identificare di volta in volta in quale contesto si trova e associare ad esso le regole, gli usi e le abitudini di quel posto.
Dalla nostra esperienza possiamo dire che questo metodo permette al bambino di sentirsi sicuro e protetto perché riconosce un ambiente a lui noto indipendentemente da chi si trova a condurre la classe. È più semplice per lui riconoscere i limiti imposti e le capacità valorizzate da quel particolare gruppo.