Aspirante allo sbaraglio

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Il giorno 22 Aprile 2017 si è tenuta ad Asti una gara di Pentathlon moderno categoria Assoluti.
Per me era la prima volta, la prima gara dopo pochissimi mesi di preparazione e affiliazione al Pentathlon.
È stata una sorpresa, un tuffo nel passato, la riscoperta di emozioni e sensazioni sepolte dai tempi del Liceo.
La trasferta comincia con la macchina de L’Orma guidata da me e la squadra femminile al completo, l’unica squadra in Lombardia.
Il viaggio, colorito e chiassoso, termina all’ingresso di un Hotel del centro di Asti a serata inoltrata.
La gara si disputa il giorno dopo alle 7:30 del mattino. Alle 6:30 sollecito le ragazze per scendere per la colazione e, una volta in sala pranzo, ci ritroviamo circondati da atleti e squadre di massimo livello: Fiamme Oro, Fiamme gialle, Carabinieri, Esercito, Aeronautica militare. La tensione comincia a salire e i ricordi mi portano indietro ai tempi in cui praticavo atletica leggera e gareggiavo in gare importanti.
Una volta arrivati al centro sportivo mi rendo conto che con l’atletica del mio passato,  il Pentathlon ha in comune solo la tensione pre-gara. Mi ritrovo in una palestra ad osservare schermidori sulle pedane, cosa da me mai vissuta. Purtroppo per me, non ho un allenamento alle spalle tale da potermi permettere di tirare di scherma con gli altri: dopo soli due allenamenti mi ritroverei a fare da “sacco” per questi atleti così preparati.  Decido quindi di vivere l’esperienza da osservatore, segnapunti e tifoso della nostra squadra femminile. Respiro la gara e il cloro della piscina, attendendo il mio esordio nella disciplina da me più preparata in allenamento: il LaserRun.
La mia gara comincia egregiamente: non ho una pistola laser da utilizzare; ne rimedio una da Gaja ma ovviamente non e’ della mia misura e fatico ad impugnarla. Rimedio un aiuto e riusciamo a riconfigurarla in maniera tale che riesca a sparare.
Parte la gara, scattano i primi, i secondi, i terzi, i quarti ed io…io resto fermo “inchiodato” alla linea di partenza aspettando l’handicap di 2 min per essermi presentato a zero punti dopo le discipline non fatte di scherma e nuoto.  Ora ci siamo partono anche gli ultimi, siamo in 4, io l’unico sotto i 55 anni. Mi accingo a sparare 1,2,3,4 dieci colpi ma niente, rimango fermo, non riesco a colpire il bersaglio piu’ di tre volte, mentre gli altri vanno, partono tutti senza di me. Allo scadere del tempo utile, finalmente, riparto pure io, ultimo fra gli ultimi e….via comincia la rincorsa: supero l’ultimo, il penultimo, il terzultimo passano ottocento metri.
Si ritorna al poligono: 1,2,3,4 dieci quindici colpi, niente, rimango fermo, ripartono gli altri.
Ricomincio la rincorsa, passo l’ultimo, il penultimo e cosi’ via per 3 frazioni, tutte simili, tutte senza colpire il bersaglio più di una volta.
All’ultima frazione supero i miei diretti avversari e termino una gloriosa gara di LaserRun senza Laser e con molto Run.
Termino la competizione con la sensazione di aver partecipato ad una gara di atletica più che di Pentathlon ma rimane dentro di me l’emozione di aver partecipato ad uno sport affascinante che sta dando, ad un ex-atleta come me, la possibilità di riscoprire l’attività’ agonistica dopo tanti anni e di rimettersi in gioco su nuovi fronti e discipline riscoprendo motivazioni ed entusiasmi sopiti.
Ringrazio L’ORMA per avermi dato questa opportunità, per aver avuto fiducia nelle mie capacità (ampiamente ripagata in questa gara)  e per continuare a credere nello sport e nel suo valore formativo e aggregativo.

Daniele Bettini
Aspirante Atleta di punta del Pentathlon Lombardia.

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